2025
Thomas Stearns Eliot temeva che The Waste Land potesse trasformarsi in un labirinto. Un orizzonte chiuso ai lettori, intriso di riferimenti incomprensibili. Una selva oscura di rimandi agli studi di Jessie L. Weston e di James G. Frazer, all’indovino cieco Tiresia e ai miti dell’antica Grecia, alla Divina Commedia e alla complessa leggenda del Sacro Graal.
Ci pensò a lungo se pubblicare il testo così, senza troppo spiegare. Ma dopo la prima edizione di La terra desolata, inserita nel numero di ottobre 1922 della rivista letteraria “Criterion”, e dopo gli interventi del “miglior fabbro” Ezra Pound, che sfoltì in maniera opportuna i versi con “the Caesarean operation”, Eliot decise di allegare al poemetto un robusto apparato di note. Non fidandosi abbastanza del fascino stregonesco dei suoi versi: “Aprile è il mese più crudele: genera / lilla dalla terra morta, mescola / ricordi e desideri, scuote / le radici assopite con la pioggia primaverile” (la traduzione è di Elio Chinol, da La terra desolata a cura di Rossella Pretto, InternoPoesia editore 2022).
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