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Nyctivoe
Installation

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See a multimedia presentation of the Sound and Sculpture Installation

The sculptures of Fritz Unegg combine with the voices of the characters to create a unique experience. More

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Contemporary
Dance

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Watch video extracts from The Myia dance company's acclaimed adaptation

Dimitris Lyacos's narrative trilogy Poena Damni is a dark allegory focusing on the extremes of human existence. The story unfolds on a motif of fragmented monologues - isolated visions of characters almost in a state of trance. More

Excerpts

Poena Damni LA PRIMA MORTE (VIII,IX,X)

Trad. Alessandro Lo Coco

 

VIII

Attracco (1) parola ultima e / rotta là dove si piegava il nostro volto / là dove incidevano letti arrugginiti / - immagini pregne d’acqua che si dissolvono / con il sonno per ormeggio e cero che invecchia / e si capovolge per i lamenti / l’amico abbraccio che si pietrificò per sempre / in una vena ove la morte stilla / cenni svaniti e cannibale amplesso / e baci sulla indifesa / figura del santo che si battezza nella febbre / e svuota gli otri del nostro corpo / e scarica rovine di tessuti / visceri / primi ornamenti dell’abete allora / mentre nidificavamo sotto la torba / del sogno silenziosamente / nella radice della malattia che apriva / strada e porta spalancata sulla tenebra, luce profezie certe, turbini che soffocavano i promontori / ed il luogo diventava rugoso (2) senza sentieri (3) / e gettavamo l’ancora nelle nostre viscere / e le catene mietevano i sensi / e si spezzano i legami / e gli antenati veleggiavano nella dilatazione della pazzia / fitti fasci che si stringono insieme / nell’economia della condanna, / ombre indescrivibili e straziate / e la grazia dell’asfissia a loro data / mentre galoppa massa incandescente la puleggia dei ricordi / la deposizione (4) dei miei anni infantili / e le offerte (5) che svelano la frenesia / mollica delle stelle / feretri sotto la pioggia / foreste chine nell’adolescenza / orgasmi solitari amanti invalidi / e l’impareggiabile desolazione della loro bocca lasciva.

 

IX

Altare costiero, mendicità (1) aggobbita, onde che si vendicano e sartiame (2) lacerato al posto delle foglie di vite. Il lamento dell’acqua digerito dentro le tane dei serpenti, il latrato del gabbiano che si dibatte - urlo sacrificale (3) , pesci avvolti in lenzuola funebri, tenebra assoluta di una gola bloccata da feccia e muco. L’isola completamente nuda, giaciglio del sonnambulo, letto sfatto d’ospedale e la sua secca pelle invecchiata, la cenere che cicatrizza le infiammate cavità e i resti del sacrificio. La notte che pesca nelle orride cataratte della malattia vesti luttuose (4) , incubi erranti e lontani ricordi di naufragi   da poco riesumati (5) , fantasmi del nero mare, cadaveri di amici intimi, l’immagine infranta dell’amante. Il petto affondato -   prima che ritorni agli amari prati del fondo. Offerte di ogni sorta di frutti (6) .

 

X

Poiché non puoi rimanere di più / poiché il tuo sguardo lascia che le immagini guizzino / finché il lago si congeli, la tua mano smetta / di rovistare gli intestini e la calda cenere (1) / cercando un’ ascia inutile / e lascia che il mare gratti la crosta (2) ; / e così sia   (3) . / Poiché tu cerchi la montagna ed i chiodi sotto le stelle / inclinando croci nere verso il trionfo / e di nuovo ti trascini e / ti arrampichi nelle ferite del terreno / sputando zolfo che cauterizza le tue membra, / ansimando come un tempo sopra le prostitute, / abbeverando le secche lascive / e il gracchiare degli avvoltoi segue / il miasma; fanatico dei monti./ E i pungiglioni bagnati degli scorpioni / mostrano la strada / ed il cervello una mappa immersa nel vino / e l’anima   dentro la museruola /   che allatta / il lontano orizzonte del dolore.